Tra le mie belle esperienze degli ultimi anni spicca per rarità quella di vedere in azione a pochi centimetri di distanza dei bravi prestigiatori; e la meraviglia è notevole al punto da non voler assolutamente scoprire dov’è il trucco, perché loro sono lì per stupirmi, non per farsi beffa di me. Esattamente come non mi sento presa in giro da un attore che “finge” di essere qualcun altro: cosa c’è di più leale che ammettere di usare artifici per donarmi qualche minuto di divertimento e sorpresa?
L’illusionismo è qualcosa di straordinario, che si serve di abilità sorprendenti sì, ma del tutto spiegabili razionalmente con gli inganni subiti di continuo dalla nostra mente, che si pregia spesso di avere tutto sotto controllo… ma anche questa è un’illusione.
C’è chi approfitta dell’ingenuità della mente, che tutto pretende di capire (quanto innocente candore!), e ne fa strumento di persuasione e truffa, c’è chi invece, pur conscio che non importa quanto tu sia intelligente o accolturato, tu puoi essere ingannato, e avendo tutte le capacità per farlo, lotta contro la scorrettezza in qualità di onesto bugiardo.
Perché c’è un’enorme differenza tra usare l’inganno per nascondere la verità, e usarlo per svelare la verità.
Ho avuto il privilegio di incontrare diverse volte di persona uno tra i più grandi prestigiatori del mondo, canadese naturalizzato statunitense, mancato da pochi anni: James Randi; l’ultima volta è stata a settembre 2017 a Cesena, ancora arzillo e in grado di affascinare con le sue narrazioni e trucchi di magia una folta platea del Teatro Bonci di Cesena, in occasione del CICAP-Fest.
